Guida Europa - Italia Trentino Alto Adige

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La Regione Autonoma Trentino Alto Adige-Südtirol (nome ufficiale) (Trentino-Südtirol in tedesco e Trentin-Südtirol in ladino) è una regione italiana di 1.030.816 abitanti[2] confinante con l'Austria meridionale e con la Svizzera orientale, con capoluogo Trento[3]. Corrisponde alla parte più meridionale del Tirolo, regione storica dell'Impero Asburgico, recentemente rilanciata con l'istituzione, nell'ambito dell'Unione europea, dell'Euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino.[4]
Il Trentino-Alto Adige è formato da due aree storico-culturali ed amministrative: a nord l'Alto Adige, corrispondente alla Provincia Autonoma di Bolzano, ed a sud il Trentino, corrispondente alla Provincia Autonoma di Trento. Confina a sud e a sud-est con il Veneto, a nord e a nord-est con il Tirolo (settentrionale e orientale) ed il Salisburghese, a sud-ovest con la Lombardia, a nord-ovest con la Svizzera (Cantone dei Grigioni).
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Il Trentino Alto Adige, la cui denominazione completa è Trentino-Alto Adige/SüdTirol è la regione più settentrionale della nostra penisola: alla sua estremità c’è la vetta d’Italia (m. 2.911,) il punto più a nord della Repubblica Italiana.
IL NOME La valle dell’Adige è stata da sempre la principale via di comunicazione tra i popoli a nord e quelli a sud delle Alpi. Infatti poiché la cultura si fonda su antiche usanze differenti tra la parte settentrionale e quella meridionale, la Regione ha un doppio nome: la parte sud prende il nome da Trento e la parte nord dalla valle dell’Adige.
LA STORIA Quando i primi legionari romani circa due secoli a.C., si spinsero fino alle vallate alpine del Trentino Alto Adige si trovarono di fronte ad una terra aspra eppure stupenda, tanto che il segno della loro ammirazione rimase per sempre nel nome che essi diedero ad una delle vallate: Val Venosta, che significa “bella valle”. La Regione fu abitata nel primo secolo a.C. dai Romani; ci fu quindi un lungo periodo di tranquillità con Trento che divenne un fiorente municipio romano. Nel V secolo d.C. fu invasa da molti popoli barbari, tra cui i Longobardi, che dominarono fino a quando Carlo Magno nel 774 li sconfisse e fece entrare il Trentino Alto Adige a far parte del Sacro Romano Impero. Nel XII secolo vi si trasferirono dalla Germania numerosi contadini e minatori, si diffuse così la lingua tedesca. Il Trentino Alto Adige entrò a far parte dell’Italia solo nel 1918 dopo la 1ª Guerra Mondiale. Dal 1948 è una regione autonoma e pur facendo parte dell’Italia, si governa da sé, secondo un suo particolare Statuto.
LO STEMMA Lo Stemma del Trentino Alto Adige raffigura quattro aquile. Non sono però quattro aquile diverse, ma due ripetute, simbolo delle due zone riunite in un’unica regione. Quella nera, con il becco e le zampe d’oro, e due trifogli disegnati sulle ali, è l’emblema del Principato del Trentino; quella rossa, anch’essa con il becco e zampe dorate, è il simbolo dell’antico Tirolo.
LA POSIZIONE E LE PROVINCE Il Trentino Alto Adige, interamente montuoso, inizia nel tratto più settentrionale del lago di Garda. La regione confina a nord con l’ Austria, a cui fu per lungo tempo unita, a nord ovest con la Svizzera, a sud e a sud est con il Veneto, a sud ovest con la Lombardia, e ad est con il Friuli Venezia Giulia. Le due città capoluogo di provincia sono Trento e Bolzano. Trento è anche il capoluogo di regione. Ha 105.300 abitanti e nasce sulle rive dell’Adige. Bolzano ha 97.900 abitanti e si trova a Nord di Trento in una valle circondata da stupende montagne.
L’ASPETTO FISICO Il Trentino Alto Adige è una regione interamente montuosa, in cui le Alpi raggiungono la massima estensione, pur essendo meno elevate delle Alpi Occidentali. La catena alpina presente in questa Regione si può dividere in diversi gruppi. A ovest, lungo il confine con la Lombardia troviamo le Alpi Retiche, che oltre ai grandi massicci dell’Adamello, comprendono le cime più alte della regione: l’Ortles (3.905 m.), il Cividale (3.764 m.), la Presanella (3.556 m.).
A nord la catena delle Alpi Atesine forma tutto l’arco settentrionale; le vette più alte sono la Palla Bianca (3.736 m.) e il Similaun (3.602 m.). A est troviamo il Catinaccio e le Dolomiti dette anche MONTI PALLIDI, che sono le meno elevate, ma le più famose. La cima più alta è la Marmolada (3.342 m.). Le Dolomiti dove il sole “tinge” la roccia di rosa, offrono ai numerosi turisti paesaggi incantevoli.
Nella regione ci sono oltre 350 laghetti dalle acque trasparenti, ma, i veri laghi, oltre a quello di Garda, sono: il Coldonazzo, che è il più vasto della regione, il Levico, il Molveno, il Ledro, il Tavel, il Carezza. Tutti questi laghi in precedenza sono stati ghiacciai. Sulle cime più elevate ci sono estesi ghiacciai che hanno portato alla formazione di molti corsi d’acqua che erodendo il terreno per anni hanno creato profonde valli. Il fiume principale che dà anche il nome alla Regione, è l’Adige, che è il secondo fiume per lunghezza d’Italia. Esso forma la valle dell’Adige che nella parte inferiore prende il nome di Val Lagorina e nella parte superiore di Val Venosta. Altri fiumi affluenti dell’Adige sono l’Isarco e il Rienza che insieme formano la Val Pusteria, il Noce che forma la Val di Non, l’Avisio che forma la Val di Fassa, la Val di Fiemme e la Val di Cembra. Nella regione scorrono anche alcuni fiumi che non sono affluenti dell’Adige come il Brenta che forma la Val Sugana.
I VALICHI I valichi che permettono il passaggio in Austria sono: il passo di Resia, il passo di Dobbiaco e quello del Brennero, nella foto.
IL CLIMA Completamente montuoso e lontano dal mare, il Trentino Alto Adige ha un clima temperato che sui rilievi diviene freddo, di tipo alpino, con precipitazioni abbondanti in inverno, di solito sotto forma di neve.
LA FLORA E LA FAUNA Gli ambienti naturali prevalenti sono la vegetazione di alta montagna e la foresta di aghifoglie, che nei fondovalle lascia il posto alla foresta di latifoglie. Dall’ alto, si notano le numerose cime innevate, i vasti boschi e vigneti, meravigliosi frutteti e pascoli.
Sul territorio, domina il paesaggio montano, con foreste di castagni e più in alto di conifere, sulle cime fioriscono rododendri, stelle alpine e genziane.
Nelle zone più remote e lontane dalla confusione, vivono camosci, caprioli, cervi, marmotte, aquile e persino qualche orso bruno. Nei torrenti vivono trote e carpe. Le condizioni poco favorevoli all’insediamento umano hanno permesso la conservazione dell’ambiente naturale e quasi la metà del territorio regionale è ancora coperto da boschi. Per proteggere questo ambiente naturale di grande valore è stato creato nel 1922 il Parco Nazionale dello Stelvio, uno dei principali parchi nazionali italiani.
L’AGRICOLTURA La montuosità del territorio, rende il terreno difficilmente lavorabile. Infatti un settimo della regione è improduttivo, per la presenza di roccia e ghiacciai; oltre la metà del territorio restante, è occupato da boschi, un terzo da pascoli. L’agricoltura ha progredito rispetto a qualche anno fa. Infatti, ormai, i vini e le mele del Trentino, hanno invaso i mercati italiani; la frutticoltura e la viticoltura, hanno favorito lo sviluppo di una notevole industria. Si coltivano anche cereali e ortaggi per il consumo locale, mentre è più sviluppata la coltivazione di patate che sono considerate le migliori d’Italia.
L’ ALLEVAMENTO L’allevamento viene condotto con metodi tradizionali, come l’alpeggio, cioè il pascolo in alta montagna. Nei mesi estivi, di notte, il bestiame (equini e bovini), si raduna nelle malghe, ma durante i mesi più freddi, torna nella valle. L’allevamento di bestiame da latte nelle malghe di montagna e l’alto numero di caseifici danno luogo ad una vasta produzione di formaggi.
L’ INDUSTRIA Attraverso la costruzione di grandi centrali idroelettriche è stata sfruttata la grande ricchezza d’acqua per la produzione di energia elettrica, che viene anche esportata, soprattutto in Veneto. L’ economia è in via di sviluppo, sia per le abbondanti risorse di energia elettrica, sia per le possibilità offerte dal potenziamento delle vie di comunicazione e per l’ abbondanza di turisti. L’industria del legno è molto importante grazie all’abbondanza di foreste, soprattutto di abete rosso, larice e pino silvestre.
IL TURISMO Il settore più importante dell’economia della regione è il turismo. Sia nella stagione estiva sia in quella invernale, l’afflusso turistico è molto elevato. Molti turisti giungono dalla Germania e dall’ Austria, attraverso l’ autostrada del Brennero. Confortevoli alberghi e moderne attrezzature per lo sci, sorgono nelle principali località turistiche, come Selva di Val Gardena, Ortisei, Moena, Canazei, San Martino di Casrtozza, Madonna di Campiglio. Queste opere però sono state spesso realizzate nel rispetto dell’ambiente che risulta, a parte alcune eccezioni, bel conservato. Grazie allo sviluppo turistico ed ai progressi in campo agricolo ed industriale, il Trentino Alto Adige è oggi la regione italiana con la più bassa percentuale di disoccupati.
LA QUALITÀ DELLA VITA Il Trentino Alto Adige è la regione italiana con la più bassa percentuale di analfabeti e quella con la più alta percentuale di territorio protetto. Questi due dati positivi, confermati dal bassissimo tasso di criminalità e delle altre statistiche sociali, indicano una situazione in cui i servizi sono solitamente presenti in misura adeguata ed il degrado ambientale è stato contenuto.
LA CULTURA In seguito alle vicende storiche, in Trentino Alto Adige, si sono trovate a convivere due culture, quella italiana e quella tedesca. In Alto Adige è in uso ufficialmente il bilinguismo, in base al quale tutta la segnaletica pubblica deve essere scritta in italiano e in tedesco e nelle scuole si insegnano entrambe le lingue. In alcune vallate, inoltre, sopravvive il “Ladino” una lingua che deriva dal latino parlato dagli antichi Romani.
Pur modificandosi nel tempo, le lingue ladine che ritroviamo anche in altre regioni, hanno resistito nel Medioevo e nelle epoche seguenti, a causa dell’isolamento in cui sono vissute le popolazioni di queste zone montuose. Queste minoranze mantengono anche antichi costumi e tradizioni. Nell’alta Val Sugana vive una comunità di circa duemila persone che appartengono all’antico popolo tedesco dei Mocheni, emigranti dalla Germania nel XIII secolo. Parlano un antico dialetto tedesco e conservano le loro tradizioni.
CURIOSITÀ L’UOMO VENUTO DAL GHIACCIO Nel 1991 una coppia di escursionisti tedeschi trovò un cadavere semisepolto dal ghiaccio. Questa mummia, ribattezzata “Ötzi”, è quella di un “antico tirolese”, sorpreso da una tormenta di neve, mente stava attraversando il ghiacciaio del Similaun, e risale a più di 5.000 anni fa. Insieme all’uomo sono stati ritrovati un’ascia di rame, dei lacci di cuoio e altri attrezzi. Il corpo mummificato è ora esposto al museo di Bolzano. IL MASO Il Maso è la tipica abitazione alpina, costituita da casa, stalla, fienile e campi. La sua origine è medioevale e i materiali con cui è costruita sono la pietra ed il legno.Il Maso è però soprattutto un esempio di azienda agricola autosufficiente e gli abitanti sopravvivono senza dover acquistare beni all’esterno. Nel 1770 una legge stabilisce il “Maso Chiuso” in base al quale la proprietà passa interamente ad un unico erede, mentre gli altri figli ricevono compensi in denaro.Oggi i Masi chiusi sono oltre 10.000.
I CIBI TIPICI I prodotti tipici sono lo “strudel”, il “krapfen” ed i “canederli”. Questi cibi, tipici della regione, sono molto apprezzati. Lo strudel è un grosso, delizioso fagotto di pasta sfoglia, ripieno di mele a fettine e uva passa, insaporito con cannella, spennellato di burro fuso e tuorlo d’uovo, cotto al forno. Il krapfen è una soffice brioche di morbida pasta dolce, fatta con farina e patate lesse, farcita con marmellata, fritta nell’olio e infine cosparsa di zucchero. I canederli sono grossi gnocchi fatti con pane secco, latte, uova e speck, cucinati nel brodo. Essi rappresentano l’incontro tra la cucina del Trentino Alto Adige e quella tedesca.
>> Gruppo formato da Giovanni, Claudia, Lorenzo <<
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