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Francia


Informazioni
Nome completo: Repubblica Francese
Nome ufficiale: République Française
Lingua ufficiale: francese
Capitale: Parigi (2.125.246 ab./1999)
Politica
Governo: Repubblica presidenziale
Capo di stato: Jacques Chirac
Capo di governo: Dominique de Villepin
Indipendenza:
Ingresso all'ONU: 24 ottobre 1945 1
Area
Totale: 547.030 km²
Pos. nel mondo: 47°
% delle acque: 0,26 %
Popolazione
Totale: 60.180.529 ab. (2003)
Pos. nel mondo: 20°
Densità: 110 ab./km²
Geografia
Continente: Europa
Fuso orario: UTC +1
Economia
Valuta: Euro
Energia:
Varie
TLD: .fr
Prefisso tel.: +33
Sigla autom.: F
Inno nazionale: La Marsigliese
Festa nazionale: 14 luglio


 


Francia - Storia - XX Secolo


La Prima Guerra Mondiale
Quando la Francia entrò in guerra nell'agosto del 1914 il popolo francese si unì nella difesa del paese, mettendo da parte gli aspri conflitti sociali e politici dei decenni precedenti. Le armate tedesche avanzarono fino a pochi chilometri da Parigi prima di essere respinte nella battaglia della Marna, all'inizio di settembre. Nei quattro anni che seguirono, le operazioni militari sul fronte occidentale, essenzialmente tentativi di sfondare le linee di trincea nemiche e riprendere una guerra di movimento, ebbero un impressionante costo in vite umane. Alla fine del 1914 la Francia contava 300.000 morti e oltre 600.000 tra feriti, prigionieri o dispersi. Dopo l'esito disastroso dell'offensiva della primavera del 1917, tra le divisioni francesi si diffuse la diserzione, mentre nel paese crescevano i disagi prodotti dalla guerra, gli scioperi e le richieste di una negoziazione della pace. Il generale Henri-Philippe Pétain e un nuovo Gabinetto guidato da Georges Clemenceau riuscirono a mettere a tacere il disfattismo e a continuare la guerra. Nel luglio del 1918 gli Alleati sferrarono un'offensiva che costrinse il governo tedesco a chiedere la pace. L'11 novembre 1918 la Repubblica tedesca, appena proclamata, negoziò l'armistizio e il 28 giugno 1919 firmò il trattato di Versailles, con il quale la Francia riottenne l'Alsazia e la Lorena. L'esercito tedesco fu ridotto a 100.000 uomini, una striscia di territorio ampia 50 km sulla riva orientale del Reno fu smilitarizzata e la Germania acconsentì a pagare onerose riparazioni di guerra alla Francia. Questa uscì dalla guerra come la grande vincitrice continentale, ma a un prezzo impressionante: circa 1.400.000 uomini, un quarto di tutti i francesi tra i 18 e i 30 anni, vi persero la vita, e le regioni nordorientali ne uscirono devastate. 

Il Periodo tra le due guerre
Il più urgente problema interno dopo la guerra fu la stabilizzazione del franco, che nel 1926 venne fissato a un quinto del suo valore prebellico. La svalutazione colpì particolarmente la borghesia, che era stata il grande sostegno della repubblica e che dipendeva dai propri risparmi. A una breve parentesi di prosperità e tranquillità, garantita da un governo di Unione nazionale con a capo Raymond Poincaré, mise poi fine la Grande Depressione che, iniziata in Francia nel 1932, rappresentò una nuova calamità per la nazione, insieme alla ripresa dell'aggressività tedesca dopo il 1933. Nel 1934 la minaccia interna ed esterna del fascismo spinse i partiti radical-socialista, socialista e comunista a unirsi nel Fronte popolare per difendere la repubblica e spingere per l'introduzione di una fin troppo attesa legislazione sociale. Ottenuta la maggioranza alla Camera dei deputati nel 1936, il governo del Fronte popolare guidato da Léon Blum sciolse le organizzazioni fasciste e riuscì a far approvare leggi che istituivano le ferie pagate, la settimana lavorativa di 40 ore e la contrattazione collettiva obbligatoria, ma non riuscì nemmeno a terminare la realizzazione del proprio programma prima di sciogliersi nel 1938 tra dispute di partito e la crescente minaccia della guerra. Negli anni Venti e Trenta quella della sicurezza nazionale rimase una preoccupazione costante e primaria per il paese. Poiché Gran Bretagna e Stati Uniti non garantivano effettivo supporto militare, la Francia in un primo tempo si alleò con il Belgio e con gli stati europei orientali in funzione antitedesca. Quando Adolf Hitler, salito al potere nel 1933, iniziò il riarmo della Germania e il sistema di alleanze orientali si disintegrò, l'Inghilterra tornò a essere per la Francia il solo alleato affidabile. Quando, nel settembre del 1939, la Germania attaccò la Polonia, Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania, ma, essendo prive di un esercito e di un'aviazione adeguati, non riuscirono a evitare la rapida sconfitta polacca. 

La Seconda Guerra Mondiale e la Quarta Repupplica
Il 10 maggio 1940 le forze tedesche invasero l'Olanda, il Belgio e la Francia, dirigendosi verso la costa della Manica. Il 9 giugno sferrarono un'offensiva attraverso il fiume Somme spingendosi a sud e il 14 giugno entrarono a Parigi; il 17 giugno il nuovo governo, formato dall'anziano maresciallo Pétain, trattò l'armistizio con la Germania, in base al quale circa i due terzi del territorio francese subivano l'occupazione militare tedesca. Alla Francia veniva concesso di istituire un governo nella zona non occupata. Il 10 luglio 1940, il Senato e la Camera dei deputati si riunirono a Vichy e approvarono la concessione di pieni poteri a Pétain per governare il paese e redigere una nuova Costituzione. Il governo di Vichy rappresentava quelle forze conservatrici che nei decenni precedenti si erano opposte alla repubblica e che ora sostenevano una politica di collaborazionismo con la Germania. Le forze che resistevano all'invasione tedesca si riunirono invece intorno al generale Charles De Gaulle che, riparato a Londra dove fondò il Comitato francese di liberazione nazionale, fece appello a tutte le truppe francesi affinché proseguissero la guerra a fianco della Gran Bretagna e riuscì a costituire una propria forza armata e un governo ombra in Inghilterra. I movimenti della Resistenza in Francia, con i quali prese contatto, lo accettarono come leader di un movimento unitario di opposizione a Vichy e ai nazisti. Nel 1943 egli trasferì il suo quartier generale ad Algeri. Quando gli Alleati sbarcarono in Normandia nel giugno del 1944, i contatti furono gestiti da ufficiali dell'organizzazione di De Gaulle ad Algeri e da capi locali della Resistenza. Il 25 agosto gli americani liberavano Parigi e De Gaulle entrava nella città dove costituì un governo provvisorio sotto il suo stretto controllo. Egli presiedette il governo per i mesi seguenti, ma si dimise nel gennaio del 1946, in seguito ai contrasti con l'Assemblea costituente appena eletta, dovuti alla sua concezione di un esecutivo forte.Le principali realizzazioni della Quarta repubblica, la cui Costituzione entrò in vigore alla fine del 1946, furono indirizzate a riforme di tipo sociale e di sviluppo economico. Nel 1946 fu istituito un sistema di sicurezza sociale generale che assicurava cure mediche, pensioni di invalidità e di vecchiaia e indennità di disoccupazione a tutti i cittadini. L'agricoltura venne rivoluzionata dalla fusione delle proprietà terriere e dall'adozione di macchinari e metodi moderni. Un piano nazionale per la modernizzazione dell'industria, sostenuto dal Piano Marshall, produsse un fortissimo sviluppo industriale: l'indice della produzione industriale raddoppiò nel decennio tra il 1948 e il 1958. Nel 1957 la Francia formò con altri cinque paesi dell'Europa occidentale la Comunità economica europea. La Quarta repubblica - che si caratterizzò anche per una forte instabilità politica - crollò in seguito allo sviluppo delle lotte nazionaliste nelle colonie francesi. Dopo una costosa guerra durata nove anni, la Francia fu costretta ad abbandonare l'Indocina nel 1954. In Algeria, i nazionalisti nel 1954 diedero inizio a una lotta per l'indipendenza nazionale, brutalmente contrastata dalle truppe di occupazione, che spaccò l'opinione pubblica francese (vedi Guerra d'Algeria). Nel maggio del 1958 ufficiali dell'esercito e civili europei, temendo che il governo di Parigi si stesse preparando a negoziare con i ribelli, insorsero e presero il controllo di Algeri, appoggiati dal comando dell'esercito: sull'esempio algerino, il colpo di stato militare sembrava imminente anche in Francia. In questa situazione critica il generale De Gaulle rientrò sulla scena politica come un salvatore. A giugno l'Assemblea nazionale gli concedette pieni poteri per governare il paese per sei mesi e preparare una nuova Costituzione. 

La Quinta Repubblica
Nel settembre del 1958 l'esito del referendum popolare con cui fu approvata la nuova Costituzione della Quinta repubblica si tradusse in un generale e unanime voto di fiducia a favore di De Gaulle. La Costituzione conferiva il potere esecutivo a un presidente eletto con suffragio indiretto, che nominava i ministri e aveva il potere di sciogliere il Parlamento e di governare per decreto in caso di emergenza. Il potere dell'Assemblea nazionale di rovesciare il governo veniva fortemente ristretto. Nel 1962 un emendamento proposto da De Gaulle istituì l'elezione popolare diretta del presidente, il cui potere crebbe ulteriormente.Il problema più urgente che De Gaulle si trovò ad affrontare fu la questione algerina, impossibile da risolvere militarmente. Nel 1960 egli aprì i negoziati di pace con i ribelli algerini, che perseguì - nonostante nuove rivolte di ufficiali dell'esercito, il suo tentato assassinio e la violenza terroristica - fino a giungere agli accordi di Evian e alla proclamazione dell'indipendenza dell'Algeria. La ferma volontà di De Gaulle di accrescere il prestigio internazionale della Francia e di riaffermarne l'indipendenza in politica estera lo condusse nel 1959 a ordinare la chiusura delle basi missilistiche statunitensi in Francia e a ritirare la flotta del Mediterraneo (e in seguito tutte le forze francesi) dal comando dell'Organizzazione del trattato dell'Atlantico del Nord (NATO). Per ridurre la dipendenza dalla protezione nucleare americana sviluppò una forza nucleare francese. Posto fine al secolare contrasto con la Germania, si riavvicinò poi all'URSS, riprese le relazioni diplomatiche con i paesi arabi e riconobbe la Cina popolare (1964).Dal punto di vista economico gli anni della sua presidenza furono un'epoca d'oro per la Francia. Tra il 1959 e il 1970 l'indice della produzione industriale raddoppiò quasi e il prodotto nazionale lordo crebbe a una media del 5,8% annuo tra il 1960 e il 1975, un tasso superato solo da quello del Giappone. Il potere d'acquisto continuò a salire e il popolo francese raggiunse un benessere senza precedenti.Tuttavia, verso la metà degli anni Sessanta, si manifestarono segni di un malessere acuto. La spinta inflazionistica crebbe e tornò la disoccupazione, soprattutto tra i laureati, il cui numero era fortemente aumentato in seguito alla democratizzazione dell'istruzione superiore degli anni Cinquanta. Nel maggio del 1968 scoppiò la rivolta; lo sciopero iniziato dagli studenti di Parigi (vedi Movimento studentesco), che per protesta contro la brutalità della polizia avevano occupato gli edifici dell'università, fu imitato da studenti e lavoratori in tutto il paese, ed entro la terza settimana di maggio il paese fu paralizzato da uno sciopero generale. De Gaulle sciolse l'Assemblea nazionale e indisse nuove elezioni, che diedero al suo partito una maggioranza assoluta. Nella primavera del 1969, in seguito all'esito negativo di un referendum in merito a due riforme costituzionali, De Gaulle diede le dimissioni, si ritirò definitivamente dalla vita politica e morì l'anno seguente.


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