Guida Europa - Italia Marche

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Marche
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Stato: Italia Zona: Italia centrale Capoluogo: Ancona Superficie: 9.366 km² Abitanti: 1.560.785 (31-03-2010) Densità: 166,64 ab./km² Province: Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro e Urbino Comuni: Elenco dei 239 comuni Politica Presidente: Gian Mario Spacca (Partito Democratico) (dal 2005) Giunta: Consiglio ({{{seggi}}} seggi): Ultime elezioni: 28-29 marzo 2010 Prossime: 2015 Economia PIL: 41.612,2 milioni di € PIL procapite: 26.652,3 €
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Marche
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Marche : Regione |
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Marche : Storia |
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Marche : Folklore |
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Marche : Dialetto |
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Marche : Proverbi |
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« … così benedetta da Dio di bellezza di varietà di ubertà, tra questo digradare di monti che difendono, tra questo distendersi di mari che abbracciano, tra questo sorgere di colli che salutano, tra questa apertura di valli che arridono… » (dal discorso tenuto da Giosuè Carducci a Recanati il 29 giugno 1898 in occasione del 1° centenario della nascita di Giacomo Leopardi) « … di essere marchigiani bisogna meritarselo. » (Vincenzo Cardarelli)
Le Marche sono una regione dell'Italia centrale di 1.560.785 abitanti[1] con capoluogo Ancona. Confinano con l'Emilia-Romagna (provincia di Rimini), la Repubblica di San Marino, la Toscana (provincia di Arezzo), l'Umbria (provincia di Perugia), l'Abruzzo (provincia di Teramo), il Lazio (provincia di Rieti) e il Mar Adriatico.
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Province- Regione formata da 4 province: Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro e Urbino Capoluogo - Ancona Superficie - kmq 9693 Parchi Nazionali - Parco Nazionale dei Monti Sibillini (1990)
Le origini del nome: Ancora prima dell’arrivo dei Romani, abitavano le colline della Regione i Piceni, una popolazione di origine italica, mentre i Galli Senoni erano confinati lungo il litorale costiero. Con la conquista da parte dei Romani questa zona venne chiamata Picenum, conservando il nome degli abitanti. Ci vollero circa dieci secoli perché si potesse chiamare Marche. Nella lingua antica tedesca ‘Mark’ significa regione di confine. Difatti le Marche divennero zona di confine con il Sacro Romano Impero. I feudi di confine, che gli imperatori davano da condurre a nobili di loro fiducia, si chiamavano marchesati, da cui presero il nome la Marca di Fano, la Marca di Camerino, la Marca di Ancona. Ecco spiegata la ragione del perché oggi pur essendo una singola regione, ha il nome al plurale.
Posizione e Confine: Il territorio marchigiano è situato tra l’Appennino Umbro-Marchigiano e il Mare Adriatico ed è compreso tra il fiume Foglia a nord e il Tronto a sud. I confini sono: a nord con la Repubblica di S.Marino e l’Emilia Romagna, a est con il Mare Adriatico, a sud con gli Abruzzi e il Lazio, a ovest con l’Umbria e la Toscana.
Rilievi - Valichi Le Marche sono attraversate dall’Appennino Umbro-Marchigiano, che si separa dall’Appennino Tosco-Emiliano. Il territorio montano interessa il 36% dell’intera superficie regionale. Con andamento quasi parallelo alla dorsale principale si sviluppano rilievi che delimitano subregioni appenniniche. Un esempio è la conca di Camerino che va dai Sibillini fino al Catria. La dorsale principale inizia, a sud, con le cime del gruppo della Laga e poi con la catena dei Sibillini. A nord con i monti Fema, Cavallo, Pennino, Cucco, Catria, Nerone e Carpegna si riallaccia all’Appenino Tosco-emiliano. Un altro segmento verso oriente comprende i monti Fiegni, Letegge, San Vicino e più a nord i monti Pietralata e Paganuccio che formano la selvaggia gola del Furlo. Nel territorio settentrionale le cime più alte non superano i 2000 m, ma scendendo verso sud, nella catena dei Monti Sibillini, si raggiungono i 2478 m. con il Monte Vettore che è la vetta più alta della Regione. Il paesaggio desolato si presenta con distese montuose spoglie di vegetazione, dove spuntano le nude rocce calcaree, insieme a piccole zone di cespugli, interrotte da qualche bosco. La zona collinare forma una fascia intermedia (ampia dai 20 ai 30 km.) che degrada verso la costa. L’altezza delle colline si aggira intorno ai 400 m a causa dell’acqua che per anni ne ha corroso le rocce calcaree e argillose; spesso troviamo delle zone con frequenti dislivelli irregolari e piccole valli sparse. Il paesaggio collinare interessa il 53% del territorio ed è un tratto inconfondibile di questa terra. Si tratta di alture, che la natura ha distribuito sia a nord che a sud. L’uomo poi vi ha disegnato precisi appezzamenti delle più svariate forme geometriche con interminabili filari di pioppi e punteggiati da alberi d’ulivo o da rigogliose vigne. Nel Montefeltro, ai confini con la Toscana e la Romagna, prevale un ambiente aspro con scoscesi speroni rocciosi e giganteschi contrafforti di pietra come quelli su cui sono aggrappati San Leo e la Repubblica di San Marino. Più a mezzogiorno il paesaggio si addolcisce e compaiono dei colli in una successione sempre più sfumata. Nella punta meridionale dell’Ascolano, a ridosso del confine con l’Abruzzo, il terreno si increspa con maggior decisione, i pendii diventano più ripidi e gli stacchi tra collina e pianura più netti. Nell’Appennino troviamo molti valichi che permettono il passaggio all’Umbria. I più importanti sono il Passo della Scheggia, la Bocca Serriola, il passo di Fossato di Vico e quello di Colfiorito. Il litorale adriatico bagna la costa per circa 170 km; presenta un panorama piatto e rettilineo, con le spiagge sabbiose e ciottolate. Il territorio, assume, in questa parte d’Italia la caratteristica disposizione a pettine delle valli (separate l’una dall’altra da cortine di rilievi collinari e montuosi che ne hanno determinato l’isolamento) che scendono quasi parallele verso la costa adriatica. Degradando dai pendii più alti c’è la zona collinare dove sono costruiti piccoli villaggi, sia medioevali (sulle cime) che moderni (nei fondovalle), case coloniche isolate, stazioni militari ed edifici sacri. La parte collinare scende proprio fino alla costa dove si può notare una piccola striscia pianeggiante. Nelle Marche non esistono delle vere e proprie pianure, ma degli appezzamenti non molto grandi, sparsi lungo il litorale adriatico.
Fiumi - Laghi I fiumi del territorio sono a regime torrentizio, con corso breve e veloce a causa della limitata distanza che separa l’Appennino dalla costa. Sono soggetti quindi a secche estive e piene d’inverno. I fiumi delle Marche sono da nord a sud: Marecchia, Conca, Foglia, Metauro, Cesano, Misa, Esino, Musone, Potenza, Chienti, Tenna, Aso e Tronto, che sfociano tutti in Adriatico. Il Nera, affluente del Tevere, scorre per un breve tratto in territorio marchigiano per poi passare i confini regionali con l’Umbria. Gran parte di questi fiumi, nella zona appenninica, forma anguste gole di straordinaria bellezza quali la gola del Furlo, la gola di Frasassi (nella foto a sinistra), la gola della Rossa, le gole della Valnerina, la gola del Fiastrone, la gola di Pioraco e la gola dell’Infernaccio (nella foto a destra). L'acqua piovana e quella di scorrimento dei fiumi hanno dato vita ai paesaggi montani erodendo sia in superficie che nel sottosuolo. Ne sono uno splendido esempio le Marmitte dei Giganti, originate dal fiume Candigliano, affluente del Metauro, e le grotte di Frasassi, nate dallo scorrere millenario del fiume Sentino, affluente dell'Esino. Per quanto riguarda i bacini lacustri, l’unico lago naturale è quello di Pilato, a 1940 m di quota, tra le rocce del massiccio Vettore nel gruppo dei Sibillini.
Coste L’andamento della costa misura oltre 160 km e comprende ambienti di diversa natura. Da Porto d’Ascoli al promontorio del Conero va da sud-sudest/ nord- nordovest mentre ad Ancona subisce una variazione. Il nome Ancona, forse derivante dal greco Ankon (gomito) sta ad indicare proprio questo mutamento di direzione del litorale. Partendo dal settore meridionale si incontra la verde riviera Picena con spiagge prevalentemente sabbiose con alcuni tratti ghiaiosi. All’interno c’è una lussureggiante vegetazione con diverse essenze tropicali, subtropicali e mediterranee come palmizi, oleandri, agavi e qualche pianta di agrumi. Da Cupramarittima a Numana le spiagge hanno lunghi arenili con l’alternanza di tratti con ghiaia come tra Marina Palmense e Porto San Giorgio e tratti con scogli come la costa di Pedaso. Ai margini della spiaggia, a volte, si estendono vaste pinete con pini mediterranei come a Porto Recanati. Tra Porto Sant’Elpidio e Numana il paesaggio si distingue per una maggiore dolcezza e regolarità dell’andamento del terreno. Il litorale tra Numana ed Ancona presenta un eccezionale interesse dal punto di vista naturalistico. Questo tratto di costa è dominato dal monte Conero che si rispecchia nelle acque smeraldine della sua splendida riviera. Molto scenografico è Sirolo poichè sorge alla sommità di un poggio roccioso a picco sul mare. Poi si giunge nella baia di Portonovo delimitata a sud dallo stesso promontorio e a nord dal “Trave”, una scogliera naturale che affiora dall’acqua per circa 600 m, e poi sotto il pelo dell’acqua, per altri 400 m. Le acque sono eccezionalmente pulite e cristalline per la natura dei fondali e per la totale assenza di scarichi urbani ed industriali. Assumono una tonalità tra il verde e l’azzurro nella località denominata “Due Sorelle” situata nella punta orientale del Conero. Questa zona è un paradiso per la pesca subacquea. Fino ad Ancona l’andamento costiero è del tutto analogo con ripide scogliere che corrono a ridosso della battigia, assumendo uno sviluppo pressochè verticale. Dalla città dorica fino alla foce dell’Esino la linea di costa assume l’aspetto di un anfiteatro: il golfo di Ancona. Da Ancona a Falconara la spiaggia ha un arenile limitato. Subito dopo iniziano gli ampi lidi sabbiosi, piatti e lineari sino a Fano. Qui la costa è bassa con acque tranquille e morbidi tappeti sabbiosi come quelli di Senigallia, la nota ‘spiaggia di velluto’, e poi di Marzocca, Marotta e Fano. A Marotta inizia la ‘Riviera delle colline’ che giunge fino a Gabicce Mare. Pesaro è racchiusa tra due alture a strapiombo sul mare, il colle Ardizio e il colle San Bartolo. Dopo Pesaro (nella foto in basso) si ha un promontorio altamente suggestivo. L’ultimo centro costiero marchigiano è Gabicce Mare nota come la ‘Capri dell’Adriatico’.
Clima Il promontorio del Conero influisce moltissimo nel clima delle zone costiere. Nella parte settentrionale sopra il Conero le perturbazioni e i venti freddi provenienti da nord, rendono gli inverni molto rigidi. Nelle parte meridionale invece, riparata dal monte, salgono i venti caldi e umidi del sud, rendendo così l’inverno più mite e piovoso. La differenza tra l’inverno e l’estate si sente molto in questa Regione, soprattutto nelle zone appenniniche; qui difatti si hanno degli inverni decisamente freddi e delle estati particolarmente calde.
L’ECONOMIA DELLE MARCHE Le attività lavorative in cui è occupata la popolazione attiva della nostra regione sono: agricoltura (4,1 %), industria, (40,6 %), altre attività (allevamento, pesca, turismo, artigianato, servizi...) (55,3%), mentre i disoccupati sono attualmente il 5 %, di cui molti giovani in cerca di prima occupazione.
L’AGRICOLTURA Lungo la costa e nelle zone collinari si praticano colture intensive soprattutto di grano, orzo, mais, avena, barbabietole da zucchero, girasoli, ortaggi, ulivi e viti. Sono vini pregiati il Verdicchio della Vallesina, il Rosso Conero, il Lacrima di Morro d’Alba, il Vernaccia di Serrapetrona. Mentre il clima favorisce la produzione agricola che è molto varia, la presenza di molti monti la limita. L’agricoltura infatti è poco redditizia sia per la conformazione del terreno, che rende difficile l’utilizzo di macchine agricole, sia per la scarsità di acqua che richiede pesanti lavori di irrigazione.
L’ALLEVAMENTO Si allevano soprattutto ovini, suini e pollame; pochi sono gli allevamenti di bovini, anche se la razza marchigiana è particolarmente pregiata.
LA PESCA Assai importante è la pesca, che produce il 9% del pescato italiano; la regione è la quarta in Italia per quantità di pesce sbarcato, lavorato e surgelato, anche negli stabilimenti locali. E’ praticata lungo la costa, partendo dai porti di Ancona, Civitanova Marche, Fano e Porto San Giorgio. S. Benedetto del Tronto è uno dei primi porti in Italia per la pesca d’altura e dove è presente anche un piccolo ma attivo cantiere navale. L’unico porto naturale è quello di Ancona, che vede anche un grosso traffico di passeggeri e merci e la presenza di un inportante cantiere navale. Mancando ripari naturali lungo la costa, i marchigiani hanno utilizzato le foci dei fiumi per costruire porti e canali. Da ricordare quello di Pesaro alla foce del Foglia, di Fano sul Metauro, di Senigallia sul Misa e di San Benedetto alla foce del Tronto.
INDUSTRIA E ARTIGIANATO Il settore industriale è ben sviluppato soprattutto nei poli produttivi di Fabriano, Jesi e Civitanova Marche: anche se sono quasi assenti le grandi industrie sono invece numerose quelle piccole e medie. Troviamo industrie metalmeccaniche (es: Fiat trattori)... elettro-meccaniche (es: Ariston a Fabriano), cantieristiche (es: cantiere navale di Ancona), calzaturiere e della pelletteria (in particolare nella zona di Civitanova Marche), alimentari (es: Fileni e Garbini), chimico-farmaceutiche (es:Angelini), della carta (es: cartiere di Fabriano, che producono vari tipi di carta pregiata tra cui anche la filigrana), petrolchimiche (es: API), del mobile (soprattutto nelle zone di Pesaro e Macerata), dell’abbigliamento, del tabacco (es:Manifattura Tabacchi), degli strumenti musicali (a Castelfidardo e Osimo).
All'inizio del secolo scorso le industrie sorgevano a ridosso dei centri storici cittadini, nei quartieri popolari. Con il miglioramento delle comunicazioni stradali sono state spostate in appositi poli industriali e le aree occupate precedentemente sono state generalmente ristrutturate e adibite ad altri usi. Dopo un periodo di crisi, fiorente oggi è l’attività a carattere artigianale. Famose sono le maioliche e le ceramiche artistiche di Urbania.
TURISMO, TRADIZIONI E CULTURA Il turismo, in costante espansione, ha i suoi centri maggiori nelle stazioni balneari che si susseguono praticamente lungo tutta la costa adriatica. La regione Marche è in grado di offrire un turismo balneare rivolto alla conoscenza e alla fruizione dell’entroterra, che unisce il mare alle bellezze naturali (come nel caso del Parco Regionale del Monte San Bartolo e di quello del Monte Conero), proponendo suggestivi itinerari nei paesi alti o nell’hinterland, alla scoperta del ricco patrimonio storico-artistico e culturale che ha saputo ben conservare. Non inferiore però è quello montano che si concentra sui Sibillini, e sulle altre splendide vette dell'Appennino marchigiano ... ...e quello culturale che ha come mete preferite Urbino, città d’arte, dove nacque Raffaello, Ascoli Piceno, Macerata, Fermo e Recanati, città natale di Leopardi. Numerosissime sono invece le persone che visitano Loreto per motivi religiosi. All’inizio del terzo millennio comunque si stanno riscoprendo, come mete turistiche a sfondo culturale, i numerosi piccoli centri di origine medioevale, che sono abbarbicati sulla cima dei colli più alti. Non ultime sono da ricordare le Grotte di Frasassi tra le più belle del mondo, visitate ogni anno da migliaia di turisti, che approfittano dell'occasione per ammirare anche la splendida abazia romanica di S. Vittore ed il ponte romano sul Sentino.
I SERVIZI Lungo la costa le comunicazioni sono facili e rapide, per la presenza di strade statali, come la via Flaminia e la S.S. Adriatica, l’autostrada A 14 e la ferrovia. L'aeroporto di Falconara inoltre ha reso facili i collegamenti con le principali città italiane e con il resto del mondo. Alcuni numeri per dire… “l’Italia in una regione “ 500 piazze, 1000 centri abitati, 1000 monumenti antichi, 33 rocche, 106 castelli, 15 fortezze, 170 torri, migliaia di chiese e 200 in stile romanico, 163 santuari, 7 parchi archeologici, 34 siti archeologici, 71 teatri storici, 265 musei e pinacoteche, 315 biblioteche, 9 porti turistici, 10 centri termali, 2 parchi nazionali, 4 parchi regionali, 5 riserve naturali, 15 foreste demaniali, 105 aree floristiche, 12 vini DOC, 1 vino DOCG, per assaporare i tantissimi piatti tipici, 30 mila ettari di vigneti, 100 “griffe” tra le più prestigiose in Italia e in tutti i settori produttivi. E poi 10 stazioni sciistiche, 14 bandiere arancione ( riconoscimento di qualità ambientale relativo alle località dell’entroterra) 11 bandiere blu (riconoscimento di qualità ambientale relativo alle località della costa) in 180 chilometri di costa, 7000 palme a San Benedetto. Migliaia di stalattiti nelle Grotte di Frasassi.
La regione Marche presenta una soddisfacente qualità della vita che però ha un costo abbastanza alto: la disoccupazione è inferiore a quella nazionale, numerosi sono gli impianti medico-ospedalieri (es: ospedale regionale di Torrette) e termali (es: terme di S. Vittore di Genga)... ...e i centri universitari che si posizionano ai massimi livelli nazionali. Diverse sono infatti le facoltà universitarie presenti nelle Marche (Ancona, Camerino, Macerata e Urbino) ed alcune di queste sono antichissime.
Si stanno inoltre costruendo sempre più centri commerciali, forse in numero superiore a quello effettivamente necessario e che stanno mettendo in crisi le piccole attività commerciali presenti in ogni singolo paese e caratteristiche del paesaggio urbano marchigiano.
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